
La serie Linee si pone come un’ indagine sulle possibilità espressive della pura successione cromatica e formale, senza concessioni a elementi figurativi o narrativi. La superficie della tela è interamente occupata da una fitta sequenza di linee verticali di larghezza variabile, ma rigorosamente allineate. Non vi è alcuna interruzione del bordo superiore o inferiore. L’ occhio dell’ osservatore è costretto a muoversi in verticale, seguendo il ritmo cromatico senza fine apparente. La disposizione non segue uno schema percepibile di simmetria o gradazione tonale, bensì una scansione apparentemente casuale che, all’analisi, rivela una distribuzione equilibrata di saturazione e luminosità. L’ effetto ottico complessivo è quello di un tessuto policromo nel quale, nonostante la densità visiva, si mantiene una leggibilità simultanea di tutte le bande. Alla visione ravvicinata emergono delicate variazioni nella stesura dell’ olio, questo contrasto microstrutturale introduce un livello tattile che, pur restando subordinato alla regolarità formale, aggiunge profondità al piano pittorico e invita l’ osservatore a una fruizione multisensoriale. La reiterazione delle linee evoca la scansione del tempo come successione di attimi. Ogni striscia diviene un’ unità temporale autonoma ma in relazione alle sue vicine. L’ assenza di un punto focale centrale sposta l’attenzione sul processo e sulla durata della visione, sottolineando la dimensione temporale dell’ atto percettivo. L’ opera richiede un coinvolgimento attivo dello spettatore che, avvicinandosi o allontanandosi modifica continuamente le condizioni di lettura cromatica. A distanza ravvicinata il dettaglio delle texture emerge, mentre da lontano si percepisce un effetto di vibrazione ottica, quasi musicale, dovuto all’alternarsi rapido dei colori.
Vittorio Asteriti